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Conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale per uso privato: tutto quello che c’è da sapere

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Il sangue del cordone ombelicale e della placenta contiene le cellule staminali, che sono in grado di curare alcune gravi malattie. Il sangue con le cellule staminali può essere conservato, nel caso il bambino (o qualcun altro in famiglia) sviluppi una malattia in futuro.

Al termine dei nove mesi di gravidanza i futuri genitori hanno la possibilità di decidere cosa fare delle preziose cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale. Una possibilità è quella di ricorrere alla conservazione privata di queste cellule staminali per il cosiddetto uso autologo o dedicato. Per fare questo è necessario rivolgersi ad una delle tante banche private di conservazione del cordone ombelicale presenti nel territorio europeo.

Cosa sono le cellule staminali e a cosa servono

Le cellule staminali sono cellule capaci di trasformarsi in altri tipi di cellule che andranno a costituire i diversi organi e tessuti del corpo umano, questa capacità di trasformazione viene chiamata differenziamento cellulare. Hanno inoltre la notevole caratteristica di replicarsi per un periodo indefinito. Placenta, midollo osseo, tessuti adiposi, sangue e cordone ombelicale sono tutti organi e tessuti dai quali è possibile prelevare le cellule staminali. Tutto ciò le rende uniche e fondamentali, una sorta di serbatoio di cellule pronte a rimpiazzare quelle cellule che muoiono per malattia, trauma o invecchiamento.

Nel 1988 fu svolto il primo trapianto di cellule staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale e fino ad oggi sono stati effettuati con successo più di 20.000 trapianti di questo tipo.

Attualmente rappresentano una soluzione per più di ottanta patologie come chiarito nel Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009 e successivo aggiornamento del 2014.

La comunità scientifica è costantemente attiva nello studio e nella ricerca di nuove terapie basate sull’utilizzo delle cellule staminali e sono ormai in fase avanzata moltissimi studi clinici su diverse patologie che esulano dalle ottanta previste nel Decreto Ministeriale, come ad esempio la paralisi cerebrale, le malattie degenerative di retina, cornea e apparato uditivo, la sindrome del cuore ipoplastico sinistro, l’encefalopatia ipossico ischemica, le lesioni traumatiche cerebrali, l’ictus ischemico perinatale e diverse malattie metaboliche.

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Immagine tratta dall’articolo Il punto sulle staminali di Luciano Conti ed Elena Cattaneo.

Cellule staminali del cordone ombelicale e banche di conservazione

Come accennato sopra, il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali e con un semplice prelievo al momento del parto è possibile estrarre il sangue ed effettuare la procedura di conservazione delle cellule staminali. In questo modo il campione prelevato, grazie alla tecnica della crioconservazione, potrà essere conservato per periodi lunghissimi (dai 20 ai 25 anni) e sarà reso disponibile, in caso di bisogno, per il bambino o per i suoi diretti familiari. Per accedere a questo servizio è necessario rivolgersi per tempo ad una banca di conservazione privata e richiedere l’autorizzazione all’esportazione del sangue cordonale che viene rilasciata dalla Regione o dalla Provincia Autonoma.

Le cellule staminali del cordone ombelicale rappresentano una preziosa fonte terapeutica alternativa per la cura di gravi patologie in bambini e adulti e una grande speranza per il miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da malattie croniche. In futuro potrebbero essere utilizzate per la cura di patologie oggi insospettabili ed aprire nuove frontiere nella ricerca scientifica.